Zero investitori, nove prodotti, 1,3 milioni di vendite: come è cresciuta Animal Instinct
Roberto Caballero - ADV Strategist & Growth Marketing Manager — Pubblicato il 17 luglio 2026 - Aggiornato il 13 settembre 2026

I tre soci di Animal Instinct, Roberto, Sveva e Laura, con Stark, Dracarys e Arya nel magazzino il giorno del primo milione di fatturato.
Partiamo da una precisazione, perché è la prima cosa che mi chiedono: 1,3 milioni di euro è il totale delle vendite dal 15 febbraio 2022 a oggi, in 20.186 ordini e con un tasso di conversione del 2,3%. Non di un anno.
Lo scrivo subito perché online si leggono continuamente numeri gonfiati, e non voglio che il nostro sembri uno di quelli. Non abbiamo fatturato 1,3 milioni in dodici mesi: ci siamo arrivati in quattro anni e mezzo, sommando ogni singolo ordine da quando abbiamo aperto.
E se qualcuno me lo avesse detto quel 15 febbraio, gli avrei risposto che era fuori di testa.
Davvero.
Quando abbiamo iniziato, il mio obiettivo era molto più piccolo. Pensavo: "Se un giorno riuscissimo a fatturare 40.000 euro all'anno sarebbe già una grandissima soddisfazione."
Perché Animal Instinct non è nato con investitori alle spalle. Non è nato in un ufficio. Non è nato con un business plan perfetto. È nato nella cameretta di Sveva. Tre persone. Tre soci.
Io, Sveva e Laura.
Ognuno con competenze completamente diverse, ma con la stessa voglia di costruire qualcosa di nostro. Ancora oggi penso che sia stato proprio questo a fare la differenza.
Oggi 40.000 euro è quello che facciamo in un mese.
Io mi occupavo di marketing, advertising e strategia. Ogni euro investito doveva avere un senso. In questi anni abbiamo investito oltre 170.000 euro tra Meta Ads, Google Ads e Pinterest. Non sono stati soldi spesi "sperando" che qualcosa funzionasse. Dietro ogni campagna c'erano test, analisi, errori, notti davanti ai report e continue ottimizzazioni.
Laura, invece, era la persona che trasformava tutto quello in un'esperienza per il cliente. Il sito, le newsletter, i flussi di acquisto, l'organizzazione dell'e-commerce... tutto quello che il cliente vedeva quando entrava su Animal Instinct portava anche la sua firma.

Total sales €1,3M — i numeri reali della dashboard di Animal Instinct.
E poi c'era Sveva. Se oggi Animal Instinct ha un'identità riconoscibile, è anche grazie a lei. Dallo sviluppo dei prodotti al packaging, dalla ricerca alla parte creativa, è sempre stata la persona che riusciva a trasformare un'idea in qualcosa di reale.
Nessuno di noi avrebbe potuto fare tutto questo da solo. Ed è una cosa che oggi ripeto spesso ai miei clienti. Le aziende non crescono grazie a una sola persona. Crescono quando persone diverse mettono insieme competenze diverse e iniziano a fidarsi l'una dell'altra.
Poi, ovviamente, c'erano altri tre membri del team. Quelli che non partecipavano alle riunioni, non guardavano le dashboard e non sapevano nemmeno cosa fosse una campagna Meta Ads: Stark, Dracarys e Arya, i nostri tre collaboratori a quattro zampe.
Sono cresciuti insieme all'azienda. Erano lì quando preparavamo i primi ordini, quando arrivavano le prime vendite e anche quando le cose non andavano come speravamo. In fondo Animal Instinct è nata proprio per loro, e credo che questa sia una delle cose più belle del nostro percorso.
Abbiamo iniziato con nove prodotti
Nove. Tutti masticativi. Non nove categorie, non nove linee: nove referenze, un tipo di prodotto solo. Era tutto quello che avevamo. Oggi ne abbiamo più di settantacinque. Lo dico perché è il consiglio che do più spesso a chi sta per aprire un e-commerce e mi chiede quanti prodotti servono per partire. La risposta che quasi tutti si aspettano è quaranta, cinquanta, un catalogo che sembri serio. La risposta giusta è dieci. Con dieci prodotti capisci in fretta quale vende e quale resta fermo. Con quaranta hai speso quattro volte tanto in magazzino, hai i soldi bloccati in scaffali che non girano, e ti servono mesi per capire dove sta il tuo vero prodotto. Il catalogo si costruisce dopo, sopra quello che funziona davvero. Noi siamo arrivati a settantacinque prodotti perché siamo partiti da nove, non nonostante.
La crescita non è stata un'esplosione. È stata una salita.
C'è una cosa che non si vede mai nelle storie di e-commerce raccontate online: la crescita vera è lenta. Non ci siamo svegliati un mattino con il fatturato triplicato. Animal Instinct è cresciuta tra il 38% e il 45% all'anno, ogni anno, dal 2022 a oggi. Sembra poco detto così. Ma è esattamente il motivo per cui oggi esiste ancora, e quei 1,3 milioni cumulati sono la somma di quelle salite, una sopra l'altra. E c'è una cosa che ancora oggi mi sorprende quando ci penso: non abbiamo mai preso un euro da nessuno. Nessun investitore, nessun socio finanziatore, nessun round. Ogni euro investito in pubblicità, in stock, in packaging è uscito da quello che l'azienda aveva già guadagnato. Per un e-commerce arrivare a questi numeri partendo così non è la norma: la norma è prendere capitale, crescere in fretta e spesso chiudere altrettanto in fretta. Chi cresce del 300% in un anno di solito ha bruciato i soldi di qualcun altro, o ha finito il magazzino a metà stagione, o si ritrova con clienti arrabbiati e recensioni che si porterà dietro per anni. Noi non potevamo permettercelo, perché non c'erano investitori a coprire gli errori. C'eravamo noi tre.
La settimana in cui abbiamo venduto tutto
E poi è successo comunque. Volevamo provare il WhatsApp marketing. Non l'avevamo mai fatto, era un test. Abbiamo preparato una scontistica dedicata, riservata solo ai nostri clienti, e l'abbiamo mandata all'80% del database. Ha funzionato. Ha funzionato troppo. Abbiamo venduto praticamente tutto quello che avevamo in magazzino nel giro di pochissimo. Restavano pochi pezzi. E a quel punto è arrivato il problema vero: i fornitori non riuscivano a consegnarci la merce nei tempi. Siamo rimasti quasi una settimana senza prodotti. Una settimana con un e-commerce aperto e niente da vendere. Quella settimana mi ha insegnato più di qualsiasi campagna andata bene. L'errore non è stato fare la campagna. L'errore è stato mandarla all'80% dei clienti tutti insieme, senza chiederci prima cosa sarebbe successo se avesse funzionato davvero. Avevamo calcolato il rischio che andasse male. Non avevamo calcolato il rischio che andasse benissimo. Ed è qui che sta la difficoltà che nessuno racconta quando parla di crescita: crescere in fretta significa chiedere ai tuoi fornitori di crescere alla tua stessa velocità. E loro hanno i loro tempi, i loro lotti, le loro produzioni. La tua campagna può girare in tre ore. Un riassortimento no. Da allora, prima di ogni promozione importante, la prima domanda non è più quanto venderemo. È quanto possiamo consegnare.
Oggi molte persone vedono soltanto un numero: 1,3 milioni di euro. Io, quando guardo quel numero, vedo una cameretta. Nove masticativi. Tre soci che hanno deciso di rischiare quello che avevano. Una settimana con gli scaffali vuoti. Migliaia di errori che ci hanno insegnato qualcosa. E tantissime persone che hanno creduto in noi quando non c'era ancora nessun motivo per farlo.

Stark, Dracarys e Arya: i tre collaboratori a quattro zampe di Animal Instinct.
Domande frequenti
Con quanti prodotti conviene aprire un e-commerce?
Circa dieci. Noi abbiamo iniziato con nove referenze, tutte della stessa categoria, e oggi ne abbiamo più di settantacinque. Con un catalogo piccolo capisci in fretta quale prodotto vende davvero, senza bloccare capitale in magazzino.
Quanto cresce un e-commerce pet all'anno?
Animal Instinct è cresciuta tra il 38% e il 45% l'anno, ogni anno dal 2022, autofinanziandosi. Il totale di 1,3 milioni di euro è la somma delle vendite dal 15 febbraio 2022 a oggi, non il fatturato di un singolo anno.
Si può far crescere un e-commerce senza investitori?
Sì, ma cambia il ritmo. Senza capitale esterno la crescita è vincolata a quello che l'azienda genera, e ogni errore lo paghi tu. In compenso l'azienda resta tua.
Qual è il rischio più sottovalutato quando un e-commerce cresce?
Lo stock. Una campagna può generare domanda in poche ore, ma il riassortimento segue i tempi dei fornitori. A noi è successo con una campagna WhatsApp inviata all'80% dei clienti: ha funzionato oltre le previsioni e siamo rimasti quasi una settimana senza prodotti.
Quanto tempo serve per costruire un e-commerce pet che funziona?
Animal Instinct ha aperto il 15 febbraio 2022 e ha superato 1,3 milioni di euro di vendite cumulate in quattro anni e mezzo. Il primo anno serve soprattutto a capire quale prodotto funziona e quanto costa acquisire un cliente.
Quanto abbiamo investito in pubblicità?
Oltre 170.000 euro tra Meta Ads, Google Ads e Pinterest, dal 15 febbraio 2022 a oggi, a fronte di vendite cumulate che hanno superato 1,3 milioni di euro. Nessun capitale esterno: tutto reinvestito da quanto generava l'azienda.
Ed è proprio grazie a questo percorso che oggi, con Bau Pet Strategy, possiamo aiutare altri brand del settore pet. Non perché abbiamo letto un libro sul marketing, ma perché abbiamo costruito un e-commerce da zero, lo abbiamo fatto crescere, abbiamo sbagliato, imparato e raggiunto risultati concreti.
Quando un cliente mi chiede quanto tempo ci vuole, non gli rispondo con una teoria. Gli rispondo con quattro anni e mezzo della mia vita.